Movimenti

La bicicletta «civiltà» dell’auto

Carta - 51 min 15 sec fa

In che senso e, eventualmente, perché, si può parlare di crisi dell’auto? Per tentare una risposta occorre innanzitutto esaminare le attuali situazioni e gli sviluppi possibili e/o prevedibili del settore automobilistico in Europa, in America e in Asia e, per quanto riguarda l’Europa, in modo particolare in Italia. Ciò consentirà di mettere in evidenza dove e in quale misura si verifica una flessione della produzione e delle vendite o una diminuzione dell’uso della macchina personale, e quali siano per i cittadini le difficoltà, le conseguenze e i problemi determinati da un sistema economico e culturale, diffuso e predominante nel mondo, che è organizzato attorno all’automobile e sfrutta il petrolio come fonte primaria di energia.
Nel 2000 in Europa sono state prodotte 18,2 milioni di vetture contro le 17,6 dell’area del Nafta [Usa, Canada e Messico]; nel 2002 l’Asia ha superato con 20,1 milioni di auto i 18,2 dell’Unione europea: nel solo 2008 in Asia sono stati prodotti 31,4 milioni di autoveicoli contro i 18,4 dell’Unione europea e i 12,9 del Nafta. Sempre nel 2008, rispetto al 2007, la produzione ha segnato un -16,2 per cento nelle regioni del Nafta, -6,6 per cento nell’Unione europea, +1,1 per cento in Asia, +5,2 per cento in Cina [dati Anfia, «Automobili in cifre», 2009]. Dunque l’Asia è diventata la prima produttrice di auto, in forza di un continuo aumento di produzione a scapito degli Usa [dove nel 2009 hanno circolato 246 milioni di vetture rispetto ai 250 del 2008] e dell’Europa.
In Italia, c’è forte preoccupazione per le sorti dei lavoratori di Termini Imerese e di Pomigliano d’Arco, fabbriche che impiegano migliaia di posti di lavoro minacciati dalla crisi economica e dalla politica aziendale della Fiat. In effetti, malgrado il boom delle vendite [salite del 30 per cento a gennaio 2010] favorito dalla rottamazione, non appare oggi un’eresia quella di interrogarsi seriamente sul futuro dell’auto. Basti pensare ad esempio che [la Repubblica del 2 febbraio 2010], rispetto al corrispondente mese del 2008, a gennaio 2010 si è verificato un calo produttivo reale dell’11,7 per cento; facendo riferimento al 2007, addirittura del 17,6 per cento. Marchionne, da parte sua, sostiene che la Fiat costruirà nel 2010 centomila macchine in meno rispetto al 2009 e, al contempo, preannuncia interventi in Russia per 500 mila vetture/anno.
Tutto ciò a fronte di una crescita produttiva in Cina, passata da 2 a 9,3 milioni di unità tra il 2000 e il 2008, e in India, dove è salita nello stesso periodo da 800 mila a 2,3 milioni. Un tale andamento lascia intendere che Europa e Italia saranno invase da auto asiatiche e, ai ritmi prevedibili dello sviluppo dei due Paesi, il numero attuale delle macchine in circolazione nel mondo [circa 700 milioni] si avvicinerà ben presto al miliardo. In questa situazione – considerato anche il fatto che secondo la Fiom nel nostro Paese, ogni anno da diversi anni, viene importato dall’estero oltre un milione di auto – porre con forza all’attenzione del governo e del Parlamento il tema della riconversione dell’industria dell’auto e la costruzione, auspicabile soprattutto per disinquinare l’atmosfera, di auto ibride o elettriche [ciò che Marchionne e la Fiat proprio non vogliono fare] potrebbe segnare una svolta nell’avviare un’auspicabile fase di transizione dal motore a benzina o diesel a quello del futuro.
Nel breve-medio periodo la riconversione rappresenta una proposta e una possibilità concreta per difendere il posto di lavoro e porre un argine alla disoccupazione, il cui tasso a fine dicembre 2009 è salito all’8,5 per cento, con una crescita dell’1,5 per cento nell’ultimo anno. In effetti, se la riconversione venisse indirizzata verso la costruzione di treni e autobus per i servizi collettivi piuttosto che a quella delle macchine private – che, ad ogni modo, dovranno essere meno inquinanti, meno energivore e più sicure di quelle attualmente in circolazione – essa potrebbe garantire non solo una notevole spinta alla ricerca, ma anche stabilità e un presumibile aumento dell’occupazione. Eppure di treni non se costruiscono in Italia e il trasporto pubblico è fortemente attaccato dalla progressiva privatizzazione del settore.
Detto questo, resta il fatto che non può essere la tecnologia, o soltanto la tecnologia, a risolvere i problemi che affliggono i lavoratori, i ceti meno abbienti e la società nel suo complesso. Compito questo che spetta invece a una scelta politica precisa e a un progetto partecipato capaci di riconvertire l’economia su base ecologica e di modificare i rapporti di forza tra capitale e lavoro. Una scelta e un progetto che siano basati su decisioni e interventi pubblici e non invece lasciati alle determinazioni e ai voleri del mercato. Occorre, cioè, una pianificazione che investa la politica industriale e territoriale, il ruolo delle istituzioni e quello della partecipazione popolare. Ma in Italia non si vede oggi la possibilità di indirizzare e legiferare nel merito e di individuare incentivazioni, tempi e metodi, azioni di coordinamento tra fabbriche e indotto, ricerca e usi della tecnologia, interventi migliorativi sui salari più bassi d’Europa: cioè, in altre parole di pensare e realizzare una vera politica industriale. Se ne lamenta addirittura Montezemolo a nome della Fiat [sic!] e lo denunciano quotidianamente sindacati ed economisti.
Questa preoccupante constatazione riguarda in modo particolare il settore automobilistico, che avrebbe invece urgenza e necessità di progetti mirati e specifici. L’uso invasivo delle auto rende invivibili le città e sempre più difficili le relazioni sociali. Rallenta la velocità commerciale dei mezzi pubblici [ormai vicina agli 11 Km/h, circa la metà di quella di un maratoneta], crea ingorghi, inquina e consuma quel petrolio che rischia di esaurirsi entro i prossimi trenta anni. Del resto la Cina, se seguirà l’esempio della Corea del Sud [passata, dal 1980 al 2008, da 14 a 336 veicoli in circolazione per mille abitanti], moltiplicherà di quattordici volte entro trenta anni il numero di vetture su strada; e se i suoi consumi per singola auto saranno pari a quelli attuali europei, il fabbisogno di petrolio per i trasporti su gomma passerebbe dagli odierni 100 ai 900 milioni di tonnellate. E se ancora ¬– secondo una elaborazione di F. Palumberi su dati dell’Agenzia internazionale dell’energia [Aie] – consideriamo il presumibile sviluppo dell’India, al fine di sostenere la motorizzazione futura dei due Paesi sarebbero necessari all’incirca 1.500 milioni di tonnellate di petrolio all’anno: molti di più delle 1.250 prodotte in Medio oriente nel 2006.
Torniamo all’Italia. Il fatto che l’uso dell’auto produca inquinamento [a Milano nel 2009 il limite di 50 mg/mc di emissioni stabilito dall’Unione europea, invece di 35 volte in un anno è stato superato 162 volte], incidenti [218.963 nel 2008 con 4731 persone morte e 310.739 ferite], perdite di ore di lavoro e di tempo libero [che il Comune di Roma ha valutato per la capitale, nel convegno sulla mobilità del 2009, in 135 milioni di euro all’anno], occupazione di suoli e costi crescenti, non ha determinato finora alcuna presa di coscienza da parte del governo e delle classi dirigenti sulla necessità di cambiare il modello imperante della mobilità, in modo tale che milioni di persone scelgano di passare dal trasporto privato a quello pubblico [specialmente su ferro], sia all’interno delle città che nelle lunghe percorrenze.
Al contrario, seguendo la perversa logica di più auto e più strade a loro destinate, i finanziamenti statali vengono riservati alle autostrade e alle opere viarie in maniera assolutamente preponderante rispetto a quelli per il trasporto pubblico locale [Tpl] e per le ferrovie regionali. Sono indicative a tal proposito le cifre della «Legge obiettivo: finanziamenti statali per tipologia di infrastrutture 2002-2009». In milioni di euro, il finanziamento per strade e autostrade è 34.056,55, pari al 66,98 per cento del totale, mentre alle linee ferroviarie nazionali e regionali ne spettano 6.313,73, il 12,41 per cento, e alle metropolitane 10.485,08, cioè il 20,61 per cento. Altrove, naturalmente, questo non avviene.
A Londra, per esempio, si istruiscono aree urbane a restrizione del traffico, finanziamenti al Tpl e agli spostamenti in bici, incentivi all’adozione di piani per i tragitti casa-lavoro; a Parigi si favorisce l’uso delle biciclette, si prosegue con la costruzione di linee tranviarie su ferro e si studiano le modalità delle restrizioni del traffico in casi di congestione; a Berlino viene incentivato l’uso delle biciclette, potenziato il trasporto pubblico, stabilito il limite di 30 Km/h in alcune aree; a Bruxelles viene potenziato il Tpl, si sviluppano aree verdi con percorsi ciclabili e, come a Londra, si incentiva l’adozioni di piani di spostamento casa-lavoro; a New York il sindaco, dopo aver inaugurato tre piste ciclabili e l’isola pedonale a Times Square sta progettando di ripristinare il tram destinandogli almeno un’arteria centrale di Manhattan, di costruire una nuova metropolitana, di offrire in affitto 10.000 biciclette, di incrementare il numero delle isole pedonali e di sviluppare un sistema di pedaggio per le automobili in entrata in città [la Repubblica del 2 marzo 2010].
Il nostro governo, invece, fortemente impegnato in altre faccende che interessano personalmente il presidente del consiglio, non manifesta alcuna volontà di occuparsi di questi problemi. Questo totale disinteresse si è potuto affermare, occorre dirlo, anche a causa della frammentazione delle forze politiche della sinistra, della loro ormai scarsa presenza sul territorio e della difficoltà [e incapacità] di chiamare a raccolta e organizzare i lavoratori, gli intellettuali, gli ambientalisti e i giovani che pur si oppongono al declino morale e sociale del Paese. Cambiare questo stato di cose è certamente assai difficile; forse è impossibile porre un freno e invertire un processo iniziato fin dai primi anni del secolo scorso negli Usa, dove il nascente impero del petrolio ha distrutto, insieme all’auto a elettricità, anche il servizio di pubblico trasporto, per poi dilagare negli altri continenti.
Eppure, prima che sia troppo tardi e la situazione diventi irreversibile, nelle aree urbane e nei territori si possono e si debbono aprire occasioni di dibattito, fornire elementi di conoscenza, fare aggregazione e mobilitazione, organizzare e utilizzare le reti sociali e di movimento a partire, appunto, dalle questioni e dai gravi problemi fin qui documentati che condizionano e affliggono la vita dei cittadini.

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Il cordoglio del Papa per l'Imam Tantawi

Vita.it - 55 min 12 sec fa
Benedetto XVI il leader religiso egiziano come un partner di valore nel dialogo con l'Islam
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Criminals with Counterfeited Bosnian Documents

Giro di vite - 1 ora 9 min fa

Hundreds of people, including criminals, managed to obtain counterfeited Bosnian documents. These fake documents enable them to avoid justice, police and prison but also to cross borders freely, to obtain passports and visas, and abuse them in many other ways.

"This is how terrorists, war criminals, drug dealers, car thieves, people who commit business fraud, people who engage in economic criminal can hide. This is how they can register various citizens associations, private companies," said Gojko Vasić, a head of the Republika Srpska (RS) Crime Police.

Over the past two years, the Prosecutor's Office of Bosnia-Herzegovina (BiH) has conducted a wide investigation into forgeries and illegal issuing of Citizens' Identity Protection System (CIPS) documents. Prosecutors said it is difficult to state precise figures, but they suspect that hundreds of people, including criminals, have obtained bogus BiH IDs.

This has shown that CIPS, designed to be a system that would thwart forging of identification documents and the use of fake IDs and help fight against organized crime, has not lived up to expectations.

Boris Grubešić, a spokesperson for the BiH Prosecutor's Office, said 70 people are believed to be masterminds and facilitators behind those activities. So far, some 25 suspects have been arrested, including municipal officials and employees of law enforcement agencies that issue personal documents.

For example, Mladen Smiljanić, who worked as a investigator in Brčko District police and was also the local contact for the Interpol's office in Sarajevo, was arrested in February 2009. In the indictment, he was accused of hiding a warrant against an unnamed person from Serbia, in order to enable this person to obtain Bosnian papers. For his services Smiljanić asked for either some 4.000 KM or a motorcycle.

Criminal activities have been discovered throughout the country, but mainly around Banja Luka, Brčko, Bijeljina, Bratunac, Vlasenica, Tuzla and Sarajevo. According to the BiH Prosecutor's Office, original looking IDs and passports with fake names can be easily obtained for €2,000.

The BiH Prosecutor's Office said in a statement sent to the Center for Investigative Reporting in Sarajevo (CIN) that bogus IDs could have been obtained by forging old identity papers and other documents, — birth certificates, certificates of citizenship. These fake documents were then used for issuing new identity cards.

The First Case

Prior to the ongoing investigation, the BiH Prosecutor's Office conducted another one in May 2005. The result of this investigation was the Court of BiH's conviction of Cvijo Tovilović, an employee of the RS Ministry of Interior (MUP) in Banja Luka.

Tovilović, who worked in a division that issued CIPS personal documents, was sentenced to 18 months in prison for abusing office and authority. In addition, Milisav Knežević, an unemployed policeman, was also found guilty and sentenced to two years in prison.

Knežević found people interested in acquiring fake IDs, and would then provide the documents to them for a fee. First, he would furnish his clients with forged identity cards issued in the Federation of BiH, and with bogus notices showing they left this part of BiH. These documents are essential for getting a new identification card in a new place of residence.

Old IDs featured a person's real photos, while other identification information was attributed to other people who have already been registered in the CIPS database. That would raise no suspicion that there was any illicit activity going on.

Using such counterfeit documents, Tovilović made official and approved a number of such requests and new IDs with fake content.

According to Vasić the police discovered around 150 bogus IDs during that period. But the identities of people using the documents could be pinned down in just a third of cases.

"The others are still able to use their IDs, although the CIPS IDs have been cancelled and archived. Nevertheless, the person can get around Serbia freely with that ID, the person can move around Croatia freely, the person can acquire certain rights without that being known here," Vasić said.

The case of Stanko Vujičić shows how Knežević, who had already been prosecuted for forgery, and Tovilović operated.

Vujičić found people in Banja Luka who could help him to get a new ID and a passport in a fake name in order to get a visa for Austria. The police investigation showed that he had a criminal record in Austria for inflicting bodily harm.

In a statement at his trial, Vujičić said that he was asked to pay 1,500 KM for false documents. He was to pay after he received the new documents. However, Tovilović and Knežević were arrested as they handed him his new identification card.

Another witness, Amir Zahirović, confirmed that he paid 3,000 KM for a counterfeit ID and a passport.

Criminals with Counterfeit Documents

The current investigation has shown that criminals have also gotten hold of CIPS documents with bogus information, but the BiH Prosecutor's Office is not willing to disclose specific names before the indictments are filed.

In September of 2008, a District court in Bijeljina sentenced Slađan Lonco to two years and nine months in prison for illegal production and trade of narcotics, and for forging identification documents.

Lonco had been using a fake name of Dejan Marković since 2003 – the name on the counterfeited ID he had gotten from CIPS's office in Banja Luka.

According to Gojko Vasić, police found three stamps in Lonco's apartment in Bijeljina during a raid in 2004: the stamps of Zenica, Bugojno and Novo Sarajevo police. Police analysis revealed that 70 IDs were issued in Banja Luka using forged documents certified with those stamps.

Lonco's brother Slaviša, who was using the alias Dragan Popović, was among the people who had acquired the false documents, Vasić said.

Another person using a false identity, going by the name of Spomenko Marijanović, was Đorđe Ždrale. He was indicted in August 2009 at the BiH Court for the 2000 murder of Ljubiša Savić aka Mauzer, the former head of the RS Police.

Dual Citizenship

The verdict against Tovilović and Knežević underlines a separate, even bigger problem: based on their counterfeit IDs, people are able to get passports and visas and travel abroad.

This means that convicted criminals, people who have committed felonies or were at large, can move around freely, without restrictions.

The counterfeit document problem is especially pertinent because BiH does not extradite it citizens to other countries under its Criminal Procedure Law. If a person with BiH citizenship and BiH IDs commits a crime in, for example, Croatia, he won't be extradited once he has made it back to BiH.

The same goes for Croatia and Serbia whose constitutions do not allow for the extradition of their citizens.

"There are some persons from the neighboring countries who have illegally obtained Bosnian personal documents. A common scheme was to use the counterfeit identification cards from, say, Serbia, as a basis for getting Bosnian documents," said the BiH Prosecutor's Office.

Milivoje Andrić, arrested in the Brčko District in March 2009, was suspected of having obtained his BiH citizenship and personal documents on the black market. Serbian authorities are after him on charges of threatening the public security, illegally carrying firearms and explosive devices, reporting under false pretences and pimping. The BiH Prosecutor's Office would not release information about his status.

"All people who were admitted into Bosnian citizenship illegally due to providing false information or because of the illicit activities of officials at the institution that provided the citizenship, such a decision can be erased. And then when this person has lost his BiH citizenship, he can be extradited to a country whose citizenship he holds," said the secretary of BiH Justice Ministry Jusuf Halilagić.

The dual citizenship issues should be somewhat resolved with agreements on legal cooperation among BiH and Croatia and Serbia which should be signed very soon. The most important change would be that people sentenced in one of the countries, could not hide in another of the three anymore. They would, however, be allowed to choose what country's prison they wanted to serve their sentence.

According to data from the BiH Ministry of Justice, 282 people have been sentenced in BiH and are at large in other countries, including some sentenced for felonies to between 15 and 20 years in prison.

According to Croatian police records, authorities there are seeking 47 people thought to be living in BiH. Neither the Serbian Ministry of Justice nor Serbian police have the complete information about how many of its citizens are hiding in BiH.

"We will certainly ask for all those persons to be arrested—once we sign the agreement –and that they begin serving the sentence," Halilagić said.

But new agreements will not solve the entire problem. BiH Ministry of Justice said that with either genuine or bogus documents, people currently on trial and charged will continue hiding from the justice in other countries.

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Visa Woes, Fraud Infest Region

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News from Baltics - part second

Giro di vite - 1 ora 9 min fa

Archive for the Category ‘Lithuania'

- Gazprom demands €140 million

Written by Adam Mullett Lithuania, TOP NEWS Mar 5, 2010

VILNIUS — The Lithuanian government received a letter Thursday from Russian oil and gas giant Gazprom demanding €140 million in compensation for what they say are losses from a Kaunas power and heat facility.

Gazprom, the state-owned energy company, bought the Kaunas Heat and Power Plant from the Lithuanian government in 2003 for 116.5 million litai [...]

- Seminal gay rights rally preparing

Written by Adam Mullett Lithuania Mar 4, 2010

VILNIUS — Both Lithuanians and foreigners are making their voice heard in the fight against the the new law on the protection of minors, which has been dubbed homophobic.

The Swedish Minister for EU affairs, Birgitte Ohlsson Thursday declared that she would be taking part in the Vilnius gay pride parade, which will march on May [...]

- House fire kills at least three

Written by Nathan Greenhalgh Lithuania Mar 4, 2010

VILNIUS — A house fire in Balceriškiai, a village near Elektrėnai, Lithuania claimed the life of at least three people temporarily squatting in the abandoned structure.

The fire was reported by a neighbor at 4:45 a.m. Thursday morning, but by the time firefighters arrived the structure was already consumed in flames. Firefighters said accessing the wooden [...]

- Degutienė supports radical election reform

Written by Adam Mullett Lithuania, TOP NEWS Mar 3, 2010

VILNIUS — Speaker of the Seimas Irena Degutienė is calling for a transformation in Lithuanian democracy by allowing non-party affiliated members to be able to run for positions in local government.

Degutienė says that allowing people to vote for non-party members will — This is a paid article. To subscribe or extend your [...]

- Universities want shorter courses

Written by Adam Mullett Lithuania Mar 3, 2010

VILNIUS — Three Lithuanian universities announced Tuesday they are looking to offer three-year bachelor degree programs rather than the usual four-year length of study.

Vilnius Pedagogical University, Mykolas Romeris University and Kaunas University Technology all announced their intentions this week to offer — This is a paid article. To subscribe or extend your [...]

- Two-year-old falls to death

Written by Adam Mullett Lithuania Mar 3, 2010

VILNIUS — In what appears to be a case of neglect, a two-year-old girl fell to her death after climbing onto the windowsill of her fourth story home on Švitrigailos street and slipping.

At the time of the incident, the three children in the family were being — This is a paid article. [...]

- Unions challenge retirement age increase

Written by Adam Mullett Lithuania, TOP NEWS Mar 2, 2010

VILNIUS — Lithuanian unions told the government Tuesday that its plan to raise the age for pension eligibility will increase unemployment and emigration, although no labor action has been announced.

In order to have a maintainable social security system over the next 30 years, the government said they would need to increase the retirement age to [...]

- Mayor gets involved over taxi scam

Written by Adam Mullett Lithuania Mar 1, 2010

VILNIUS — Vilnius' mayor will meet with the city's airport director to introduce a fixed maximum fare for taxi rides from the airport to downtown to fight an alleged “price cartel.”

Some taxi companies are charging 9 litai (€2.61) flagfall and 6 litai per km for rides from the airport, around four times what cheaper [...]

- Peasants may bolster shaky coalition

Written by Adam Mullett Lithuania Mar 1, 2010

VILNIUS — In an effort to shore up the coalition's stability in the Seimas, the Lithuanian Peasant Popular Union has been invited to join the ruling majority.

Though the party only controls three seats out of 141 in the parliament, the government needs extra support because it only holds a one-seat majority that looks increasingly shaky. [...]

- Šukys to be health minister

Written by Nathan Greenhalgh Lithuania, TOP NEWS Mar 1, 2010

VILNIUS — Raimondas Šukys is set to become Lithuania's next health minister after his appointment received a crucial endorsement from President Dalia Grybauskaitė Monday morning.

The appointment culminates the Artūras Skikas scandal, which saw the conviction of a health ministry vice minister and the resignation of former Minister of — This is a [...]

Archive for the Category ‘Latvia'

- Nationalists protest immigration bill

Written by James Dahl Latvia Mar 4, 2010

RIGA — A group of nationalists gathered outside Latvia's parliament on Thursday to protest an amendment to the immigration law which would allow foreign investors to acquire temporary residency.

The approximate 150 protesters, who are affiliated with either For Fatherland and Freedom, a coalition party, and All for Latvia!, a marginal right-wing party with a large [...]

- Baltics criticize French ship sale to Russia

Written by James Dahl Latvia, TOP NEWS Mar 4, 2010

RIGA — Latvian foreign minister Māris Riekstiņš has once again criticized the decision by France to sell several Mistral-class military ships to Russia.

Riekstiņš told the “900 Seconds” program on Thursday that the sale of the offensive naval ships to Moscow was not welcomed and could not be considered the best way to lay the Cold [...]

- Over 200 police don't know Latvian

Written by James Dahl Latvia Mar 2, 2010

RIGA — A recent audit by Latvia's interior ministry has found that 219 police officers do not possess sufficient knowledge of the national language.

Ministry spokesman Mareks Matisons told local media that the number amounts to 3 percent of — This is a paid article. To subscribe or extend your subscription, click here.

- When titans unite

Written by James Dahl Latvia Mar 2, 2010

RIGA — The possibility of a merger between two languishing parties, the People's Party and the Latvia's First/Latvia's Way, appears to be gathering momentum based on a rash of announcements by party members and political insiders.

Māris Kučinskis, a leading member of the People's Party, told the Delfi news portal Tuesday that party leader Andris Šķēle [...]

- Legionnaire parade may be banned

Written by James Dahl Latvia, TOP NEWS Mar 1, 2010

RIGA — Riga Mayor Nils Ušakovs is hoping to forbid the annual Legionnaire procession on March 16 and has reportedly contacted the State Police as he searches for legal basis to ban the event, according to Latvian media.

TV3 reported on Sunday that the Riga City Council currently sees no formal reason not to allow the [...]

- More tax record hacker details emerge

Written by James Dahl Latvia, TOP NEWS Feb 26, 2010

RIGA — The high-profile theft of confidential tax data continued to hex Latvia, with officials on Friday admitting that a total 120 people lifted documents from a hole in the State Revenue Service's website and the enigmatic “Neo” releasing salary data of the country's financial markets regulator.

An official from the — This [...]

- Politicized bureaucrats now punishable

Written by James Dahl Latvia, TOP NEWS Feb 25, 2010

RIGA — Latvia's parliament on Thursday passed amendments to a law on civil servants that provide for disciplining bureaucrats who demonstrate a discernible political bias in their actions and words.

Under the amendments to the Law on Liability of State Civil Service Employees, bureaucrats now face a range of disciplinary actions, from an admonishment to a [...]

- 100-year record for Riga snow

Written by James Dahl Latvia, TOP NEWS Feb 24, 2010

RIGA — The snowfall that has overwhelmed the Latvian capital, creating impossible traffic jams, headaches for civic leaders, and endless joy for children and skiers, is that largest in a century, the meteorological agency has said.

The Latvian Environment, Geology and Meteorology Center announced Tuesday that the average snow cover in Riga was 55 cm, the [...]

- Latvian hackers called heroes

Written by James Dahl Latvia, TOP NEWS Feb 23, 2010

RIGA — The hackers who stole over millions of electronic files from Latvia's state tax collector's website could become bona fide national heroes for exposing the unjustifiably high salaries of public servants and executives in state-run companies, a lawmaker has said.

In the words of Māris Kučinskis, chairman of the parliament national security committee, “Judging by [...]

- Dombrovskis wants chancellery probed

Written by James Dahl Latvia Feb 22, 2010

RIGA — Prime Minister Valdis Dombrovskis has ordered an ethics probe into the State Chancellery and its top official, who has come under fire for apparent abuses of office.

State Chancellery Director Gunta Veismane allegedly suggested that the State Security Police tap the phone of a reporter from the LETA news agency after the latter publicized [...]

Archive for the Category ‘Estonia'

- Estonia selling excess emission quotas

Written by Kai Joost Estonia Mar 5, 2010

TALLINN — Although Estonia is planning on building another oil shale plant this year, increasing its carbon footprint, the country will still be able to sell carbon emission quotas under the cap-and-trade system for extra revenue.

The government authorized the minister of the environment to compose the first sales agreement of assigned amount units Thursday. The [...]

- Estonia, Lithuania low risk of money laundering

Written by Kai Joost Estonia Mar 4, 2010

TALLINN — While Estonia and Lithuania have escaped criticism, the U.S. state department has labeled Latvia as a high risk country for money laundering.

The U.S. state department published its annual international narcotics control strategy report on — This is a paid article. To subscribe or extend your subscription, click here.

- Council of Europe scorns Estonian citizenship law

Written by Kai Joost Estonia, TOP NEWS Mar 3, 2010

TALLINN — The European Commission against Racism and Intolerance, an arm of the Council of Europe, released a report Tuesday strongly criticizing the number of stateless persons in Estonia as too high.

Currently 8 percent of the Estonian population is stateless. Although the number is declining, the commission still considers it too high and called out [...]

- Parking lot ceiling collapses

Written by Kai Joost Estonia Mar 2, 2010

TALLINN — The ceiling of the fourth floor parking lot at the Viru Center shopping mall in Tallinn collapsed Monday morning, but fortunately no one was hurt.

The ceiling collapsed after water coming from the balcony of a neighboring — This is a paid article. To subscribe or extend your subscription, click here.

- Russia expels Estonian diplomat

Written by Kai Joost Estonia, TOP NEWS Mar 2, 2010

TALLINN — A diplomatic spat is brewing between Russia and Estonia after each country dismissed a consul from the other.

The Estonian Ministry of Foreign Affairs held a meeting with the Russian ambassador to Estonia Nikolai Nikolajevitch Uspenski Monday to discuss Russia's decision to expel Rasmus Lumi, the Estonian consul general in — [...]

- Recession favors public transport

Written by Kai Joost Estonia Mar 1, 2010

TALLINN — A recent poll shows that although public transportation use in Tallinn has declined since 1999, from 2008 to 2009 it usage upticked as the crisis forced people to cut their costs.

The survey, conducted by polling — This is a paid article. To subscribe or extend your subscription, click here.

- Estonia entering an “age of poverty”

Written by Kai Joost Estonia, TOP NEWS Feb 26, 2010

TALLINN — While the government concentrates on adopting the euro, the continuing economic crisis is increasing poverty, and even after recovery Estonian may find itself with a society of greater income inequality and stratification.

The plight of the Estonia's poor was highlighted in President Toomas Hendrik Ilves' Independence Day speech Wednesday, where he called for unemployment [...]

- Ilves: “something has to be done” for jobless

Written by Kai Joost Estonia, TOP NEWS Feb 25, 2010

TALLINN — In his Independence Day address, Estonian President Toomas Henrik Ilves identified unemployment as the biggest problem the country faces and stressed that cross-party cooperation and the euro adoption will combat it.

In a speech that was broadcast live on national television Wednesday evening from Tartu's Vanemuine Theater, Ilves called for unemployment benefits to be [...]

- Ministry hiding cost of digitalization

Written by Kai Joost Estonia Feb 25, 2010

TALLINN — Estonia's Ministry of Social Affairs is going ahead with the digitalization of nearly all state records, but is not revealing the costs, potential savings, or other important details of the switch.

The new digital prescription system has had troubles, but regardless the ministry is pushing ahead with forgoing paper records for birth, marriage, divorce [...]

- Photos of juvenile offenders released

Written by Kai Joost Estonia Feb 24, 2010

TALLINN — Despite a strict policy on releasing information on crime, especially minors, Estonia's Southern Police Prefecture inexplicably released the photos of juvenile criminals to the media on Feb. 22. Apparently their patience with a group of repeat juvenile offenders, whose names and ages are — This is a paid article. To subscribe [...]

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Ahmadinejad:«L'America vuole le risorse energetiche»

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Secondo il presidente iraniano la lotta al terrorismo sarebbe solo una scusa
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Lega 2.0

Carta - 1 ora 27 min fa

La grafica è gradevole: pupazzetti umanoidi con grandi teste e senza nasi, stile manga giapponese, e uno Zaia-avatar che, con la voce dello Zaia reale, accompagna l’internauta spiegando come inserire i commenti, mandare le proposte. Sfondo verde, ma non è più il verde a metà fra «alpini» e «militare» della Lega arrembante di un tempo: questo è il verde dei prati, dei colli del trevigiano dove si fa il prosecco e sui quali sorride il Zaia bonaccione dai manifesti su tutte le strade e tangenziali del Veneto.

Il bello [o il tragico] arriva quando compaiono altri personaggi-tipo, che dicono le loro proposte-tipo assolutamente piatte e prevedibili: il «giovane» [dall’aspetto vagamente «di sinistra»] che chiede «più spazio per i giovani», alla giovane mamma che chiede «più sicurezza per i miei figli», al contadino [questa è una figura essenziale nel leghismo 2.0 di Zaia] che vuole, ci mancherebbe altro, «più rispetto per chi lavora nei campi». Ma la vera sorpresa, il salto di qualità che non ti aspetti, arriva dal personaggio successivo: qualche secondo, un ragazzo di pelle nera e capelli ricci scuri, un migrante insomma, che dice, con accento leggermente straniero: «Basta clandestini, basta criminalità».

Passa quasi via, questa battuta, eppure è un segnale, un limite oltrepassato: la retorica leghista si appropria del migrante, l’unica figura sociale che sembrerebbe non-assimilabile da un pensiero mutante come quello della Lega, e lo fa entrare nel proprio universo simbolico non solo come «alieno» da respingere, ma come vittima della «clandestinità» dei suoi stessi simili. Non a caso il candidato che dice «prima i veneti» [poi corretto, nei cartelloni, nel più innocuo e tautologico «prima il Veneto»] ha subito, nell’inizio della campagna elettorale, fatto riferimento al «vicino di casa albanese» che, a detta di Zaia, sarebbe ben d’accordo con la politica discriminatoria del Carroccio. Un’operazione, questa, che cade giusto nel momento in cui, a livello locale, la Lega spara a raffica ordinanze xenofobe all’insegna dell’esclusione dei non-cittadini-italiani da assegni di disoccupazione, possibilità di affittare o acquistare case, chiedere la residenza nei comuni veneti [una piccola e incompleta rassegna l’abbiamo provata a fare nel numero di Carta EstNord di febbraio].
Il fatto è che la Lega ha raggiunto l’egemonia nel discorso pubblico, ha colonizzato il linguaggio e ora può permettersi di giocarci a piacere, modulandolo a seconda del momento: quello che a Roma è «federalismo», in Veneto diventa una non meglio precisata «autonomia», all’insegna di una sorta di «indipendenza fiscale» dai contorni alquanto sfumati [mentre poi, in parlamento, la Lega vota contro la proposta dei sindaci veneti di lasciare il 20% dell’Irpef nei territori].

Ora che tutte o quasi le forze politiche hanno adottato temi, linguaggi e parole d’ordine leghiste – dalla sicurezza all’autonomia, dalla retorica della piccola impresa al welfare differenzialista contro i migranti – il giovane e comunicativo Zaia [un blog di comunicazione gli ha assegnato un premio per il marketing e la comunicazione pubblica] può esplorare territori nuovi, e conquistarli: dalla retorica no global dell’agricoltura locale all’idea un po’ inquietante di «politica del popolo» espressa in un duello verbale con Emilio Franzina sulle pagine del Manifesto di questi giorni [duello condotto usando tono pacato, citazioni colte e addirittura l’accenno a un modello di sviluppo post-fordista nordestino].
Se, come scrive Curzio Maltese su Repubblica, la Puglia in queste elezioni regionali sembra un laboratorio della «terza repubblica» post-berlusconiana, qui in Veneto si sperimentano altre alchimie spregiudicate, dove la Lega 2.0, egemonica e vincente anche sugli alleati del Pdl, si appresta alla prova del suo primo «regno» regionale.

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Cassazione: gli irregolari espulsi anche se i figli vanno a scuola

Vita.it - 1 ora 49 min fa
L'esigenza di garantire la tutela alla legalità delle frontiere prevale sulle esigenze di tutela del diritto allo studio dei minori
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L'assessora littoria

Carta - 1 ora 54 min fa

La scuola elementare e dell’infanzia Carlo Pisacane, cioè la scuola più multietnica di Roma, nel quartiere di Torpignattara, rischia di chiudere. L’ufficio scolastico regionale e l’assessora all’istruzione del comune governato da Alemanno, applicando restrittivamente la circolare della ministra Gelmini sul tetto massimo del 30 per cento di bambini figli di immigrati per classe, non intendono formare le due nuove classi di prima elementare della Pisacane a partire dal prossimo settembre. Ciò, nonostante il fatto che in nessuna delle nuove classi verrebbe superato il tetto pensato da Gelmini, e in più, nonostante il fatto che tutti i bambini che vorrebbero iscriversi hanno già frequentato nello stesso istituto la scuola materna.
Trentanove famiglie non potranno quindi scegliere dove iscrivere i propri figli e saranno costretti a portare i loro bambini in un ambiente che non conoscono e lontano da casa: d’altronde, quella della Pisacane è una specie di ossessione per Laura Marsilio, l’assessora capitolina «alle politiche educative e scolastiche, famiglia e gioventù», insieme alla crociata per l’abolizione dei menù «etnici» nelle mense scolastiche capitoline. Già nel 2008, appena nominata, Marsilio aveva attaccato la scuola «dove circa il 76 per cento degli alunni sono stranieri», e per di più «di religione musulmana».
Di Laura Marsilio, della sua storia e della sua «cricca», si occupa Carta settimanale in edicola da venerdì 12 marzo. Ma anche dell’effetto Gelmini sull’insieme del sistema dell’istruzione pubblica, con un’intervista a una delle tante presidi «al verde» del paese, che racconta la perenne e affannosa ricerca di soldi per tentare di fare al meglio il propro mestiere; e con un’analisi – impietosa – delle «riforme epocali» della «maga Gelmini», a cura di Alberto Alberti, ex maestro, ex direttore e pedagogista, che scrive su Carta: «Una cosa sola è sempre sicura, chiara e netta. In tutti i gradi e in tutti i corsi della scuola pubblica arriva il segno ‘meno’: meno ore, meno anni, meno materie di studio, meno insegnanti, meno risorse. E un duplice messaggio, sotterraneo ma inequivocabile. Uno, la scuola pubblica non serve, meno se ne fa meglio è; due, chi vuole più scuola se la paghi».

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Il Naga: «A Milano sgomberati anche i bambini malati»

Vita.it - 2 ore 1 min fa
La denuncia dell'associazione: inascoltate le segnalazioni del Comitato Europeo dei diritti sociali
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Ecco quanto spendono i malati cronici

Vita.it - 2 ore 4 min fa
A fare i conti in tasca agli italiani con patologie croniche e' il IX Rapporto sulle politiche della cronicita'
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Accordo Google-MiBAC. Un milione di libri online

Vita.it - 2 ore 7 min fa
Google e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali siglano un'intesa per la digitalizzazione delle opere delle biblioteche italiane
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Par condicio “Anno Zero diretta web il 25 Marzo”

Reset - it - 2 ore 20 min fa


La Federazione Nazionale della Stampa e l’Usigrai comunicano che metteranno a disposizione su Internet, con un sito creato per l’evento, le riprese video e audio della puntata del 25 marzo di “Annozero”, così da aggirare il blocco imposto ai talk show politici della Rai durante la campagna elettorale per le regionali.

Fonte Corriere Flash News 11 Marzo 2010

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Tornano a casa 122 famiglie di cristiani

Vita.it - 2 ore 26 min fa
Erano fuggiti dalle loro case a Mosul per sfuggire ai miliziani islamisti
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26 marzo, Carta è tutta nuova

Carta - 2 ore 31 min fa

Care lettrici e cari lettori, annotate per favore questa data: venerdì 26 marzo. Quel giorno avete un appuntamento con un Carta settimanale completamente rinnovato.

Nuovo formato, nuova carta [riciclata], nuovo tipo di copertina, nuova impaginazione. E nuovi contenuti. Ovvero: rubriche e articoli e notiziari cui i nostri più assidui e gli abbonati sono affezionati, quelli restano, sebbene in una forma nuova. Ma allo stesso tempo allargheremo l’orizzonte, sia nel modo di raccontare luoghi e persone sia negli argomenti. E al rinnovamento del giornale cartaceo si accompagnerà una – per ora modesta, ma sempre più profonda nel tempo – riforma del sito di Carta e del suo vero e proprio sistema satellitare: il sito della Bottega on line, il sito Clandestino, il sito dei Cantieri sociali Estnord.

Sarà una sorpresa, speriamo piacevole, e un’impresa faticosa, per la nostra piccola redazione, a cui vi preghiamo di cooperare, in due modi. Prima di tutto, chiunque sia lettore del giornale cartaceo o visitatore del sito internet, o magari ambedue le cose, se ha una critica, un suggerimento, un’idea da proporre scriva per favore a carta@carta.org: i messaggi di sostegno e amicizia come quelli che pubblichiamo nelle prossime due pagine ci sono necessari, ma vorremmo fare un passo in più, appunto ridisegnare il nostro lavoro sulla base di quel che voi pensate, di come leggete il giornale, di quel che trovate più o meno interessante e utile.

La seconda maniera riguarda il far sapere che un certo settimanale, Carta, si rinnova e cerca nuovi lettori e nuovi abbonati. Sapete, una delle funzioni fondamentali delle agenzie di pubblicità, quelle che noi non ci possiamo permettere [per via dei soldi ma anche per via di quel che pensiamo della pubblicità dominante], è il cosiddetto «piano mezzi», con il quale si stabilisce che quel certo tipo di messaggio deve viaggiare sui cartelloni per strada, sui tram o in tv. Nel nostro caso, i «mezzi» siete voi: se ogni lettore quel giorno comprerà due copie per regalarne una a chi ritiene possa essere interessato, e ogni abbonato andrà a comprarsi una copia per farla circolare, se ogni associazione o movimento o lista di cittadinanza delle centinaia cui ci siamo rivolti per il Clandestino Day o l’incontro Democrazia chilometro zero o con il nostro lavoro sull’economia sociale o solidale, o gli artisti e teatranti di cui parliamo assiduamente, o i media indipendenti nostri amici… se insomma ciascuno di voi facesse sapere ai suoi dintorni che, magari, vale la pena di assaggiare il nuovo Carta, e ne metteste una copia nelle mani di un vostro amico, e faceste circolare la cosa nelle vostre reti telematiche, allora non avremmo bisogno di alcuna agenzia di pubblicità.

E non finisce qui. Il numero successivo, in uscita venerdì 2 aprile, sarà uno di quegli Almanacchi, un numero monografico speciale con molte più pagine, che hanno avuto nel 2009 un grande successo [forse qualcuno di voi ricorda l’Almanacco Clandestino, quello sulla crisi o quello, a fine anno, sui dieci anni da Seattle]. E quel giorno sarà in edicola anche un libro di Carta, che si occupa di territori resistenti agli assalti del cemento e della medicina, il consumo di suolo zero, una politica inaugurata con successo in molti comuni italiani. Il libro, a cura di Antonello Sotgia, è scritto da alcuni dei maggiori urbanisti italiani, da Edoardo Salzano a Vezio de Lucia, e da qualche sindaco, come Domenico Finiguerra.

Perché facciamo tutto questo? Beh, perché ci pare che quasi dodici anni dopo la comparsa di un pezzo dicarta chiamato Carta [vedete qui la prima copertina,dicembre 1998] il panorama sociale, culturale e politico sia completamente cambiato, e dobbiamo cambiare anche noi.
E perché cambiare significa darsi da fare, rinnovare, tentare.
Dopo il liberismo [e dopo Berlusconi]c’è vita.

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Manchester 4 Milan 0 “Forse verrà ripetuta, per svolgimento irregolare”

Reset - it - 2 ore 40 min fa


MILAN AC

Satira politik-sportiva

Il nostro Premier , Silvio Berlusconi, sta pensando di predisporre un RICORSO URGENTE alla UEFA Champion League, con relativa interpretazione, per fare ripetere la partita, svoltasi in modo non regolare.

E’ evidente che, i giocatori del Milan, almeno con la testa, non sono mai entrati in partita.

Dal momento che, se in una partita di calcio gioca una squadra sola ( in quanto l’altra è a cercar farfalle), e quindi  vince,  la partita non è stata giocata ad armi pari  (interpretando correttamente lo SPIRITO AGONISTICO olimpico),  si rende  necessaria la ripetizione della partita.

Non è  giusto, infatti, che i tifosi della gloriosa squadra del MILAN, non abbiano potuto essere stati partecipi di questo avvenimento agonistico ( e non per colpa LORO!).

Un saluto
By Angelo

Ps. E se uno abbandona una coda, andando per panini, non è  la stessa cosa?
La radio ha appena annunciato che il premier sul 2-0 ha spento la Tv, ed è andato a dormire.
Ma non poteva andare a letto anche a mezzanotte di venerdi,  invece di andare a svegliare il dormiente Napolitano (alzando un POLVERONE non necessario) per fargli firmare il decreto salvaliste utile, sia a Formigoni che alla Polverini!

N.B. : l’idea è scaturita  sentendo una battuta di un radioascoltatore  su Radio Capital, poi l’ho ampliata.

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Il piano Alemanno? Tutto sbagliato

Vita.it - 2 ore 43 min fa
Amnesty Italia smonta la politica del comune di Roma: «Pensano ancora che siano tutti nomadi»
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Lucetta Scaraffia sa bene

Reset - it - 3 ore fa


Ricevo da Renato Pierri

Lucetta Scaraffia, su L’Osservatore Romano (11 marzo) scrive: “La Mulieris dignitatem di Giovanni Paolo II ha ricordato infatti come alle donne debbano venire attribuiti ruoli di eguale importanza, sebbene di diversa natura, a quelli degli uomini nella vita della Chiesa…Il problema però è che a questa importante elaborazione teorica non ha fatto seguito con altrettanta nettezza una trasformazione nella partecipazione femminile alla vita della Chiesa”. Lucetta sa bene, ma ovviamente scrivendo su L’Osservatore non può dirlo, che non sarà possibile conferire alle donne nella Chiesa ruoli di uguale importanza, sino a che la Chiesa si ostinerà a negare alle donne il sacerdozio, e quindi la possibilità di diventare Papa. Lucetta sa bene, ma anche questo non può dirlo, che i motivi che inducono la Chiesa a negare il sacerdozio femminile, oltre a contrastare palesemente con la ragione e col buon senso, non trovano serio fondamento nel Vangelo. Lucetta, infine, sa bene che Cristo “qui e ora”, non farebbe distinzioni di sorta, e che se dovesse scegliere gli apostoli nel nostro tempo, non esiterebbe a nominare sei donne e sei uomini. Anzi, poiché le donne sono meno egoiste degli uomini, e più inclini al sacrificio, è probabile che sceglierebbe un numero minore di uomini.

Renato Pierri

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L’impegno della fondazione Fratelli S. Francesco

Vita.it - 3 ore 3 min fa
Tutti i giorni in strada per gli ultimi
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LO SCIOPERO NON PARLA A TUTTI

Action Diritti - 3 ore 6 min fa
In questo momento di di attacco continuo ai diritti e alla democrazia ogni mobilitazione è utile. Lo scipero CGIL di domani non parla a tutti, lascia fuori lavoratori e lavoratrici a partita iva individuale, o con contratti atipici, piccole imprese, piccole cooperative. Non basta la politica dell'abbattimento delle tasse per i dipendenti e i pensionat
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