Movimenti
Il tempio di Voltumnia: il culto della terra
RIVOLUZIONE DEMOCRATICA
ALCUNI COMMENTI PERSONALI IN MARGINE ALL’INCONTRO CON SAVAS MATSAS
di Roberto Fondi*
Iniziato con le ottime presentazioni di Maurizio Fratta e Leonardo Mazzei, a mio parere l’incontro fiorentino di sabato 6 marzo con Savas Matsas non si è concluso altrettanto bene.
Già da tempo abbiamo la certezza che sconvolgimenti sociali come quello greco interesseranno sempre più sia i PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) che il resto delle nazioni europee. Pertanto, se aspiriamo veramente a metterci alla guida, qui in Italia, del popolo di cittadini delusi, amareggiati, insoddisfatti, preoccupati, precari, disoccupati e disperati che sempre più andrà incrementandosi nel prossimo futuro, allora dobbiamo metterci nelle condizioni di rivolgerci il prima possibile a tutti loro con un concreto progetto di Stato alternativo da indicare come obiettivo da realizzare e del quale tutti quanti compenetrarci bene la mente, nonché efficaci soluzioni di emergenza per assicurare sussistenza e lavoro ai più bisognosi.
So benissimo che si tratta di due compiti terribilmente difficili ed impegnativi, ma non vedo altre direzioni da percorrere, salvo l'abbandonarsi al più completo ed egoistico "si salvi chi può!" e alla logica spietata della mors tua vita mea. Speravo dunque che - dopo aver preso atto del quadro della situazione della Grecia delineatoci da Matsas, e magari prendendo spunto da esso - si parlasse dei temi suddetti. Invece tutto è scaduto nella solita riunione di parrocchia, con interventi abbastanza evanescenti e il sostantivo "compagno" ripetutamente recitato come un'amen. Moreno Pasquinelli ha riportato l’attenzione su cose più consistenti sostenendo quanto segue: c'è un risveglio operaio non ancora anti-capitalista né anti-berlusconiano, e c'è un risveglio non operaio, "viola", anch’esso non ancora anti-capitalista ma ferocemente anti-berlusconiano; siccome però entrambi questi risvegli, per quanto in sé positivi, non comunicano fra di loro, dobbiamo lavorare perché lo facciano e si fondano in uno.
Già. Ma ammesso che riusciamo in questo intento, che cosa diciamo poi a tale massa di gente riunita? Porgiamo ad essa le quattro soluzioni proposte da Matsas, cioè (1) cancellare il debito, (2) riorganizzare la società in modo socialista, (3) nazionalizzare il sistema bancario e (4) fare da “scintilla” per propagare il fuoco della rivolta al resto del mondo mediterraneo? Posso concordare sulla (1) e sulla (3), ma che cosa si intende esattamente, quando si dice "riorganizzare la società in modo socialista"?
Quando poi nell’aria è risuonato il nome di Lenin, allora mi sono sentito veramente stanco e, anche per non correre il rischio di perdere l’autobus, ho creduto opportuno andarmene. Con discorsi di simile natura, come possiamo sperare di raccogliere e coinvolgere i nostri connazionali in un nuovo Risorgimento etico-politico? D’altra parte, a quale obiettivo dobbiamo puntare se non solo ed esclusivamente a questo?
* del Coordinamento Nazionale di Rivoluzione Democraticaper contatti con Rivoluzione Democratica: riv.dem@gmail.com
Sindaci croupier
JP Morgan, Depfa, Deutsche Bank e UBS sono sotto processo per truffa aggravata ai danni del Comune di Milano. Il Comune sottoscrisse nel 2005 uno swap trentennale con un'operazione in derivati su bond da 1,68 miliardi di euro con un danno di 101 milioni di euro. In sostanza il Comune ha giocato a poker con le tasse dei cittadini, forse le carte erano truccate, questo lo decideranno i giudici. Invece i cittadini possono e devono chiedere conto all'amministrazione milanese, e a quelle di altre città, di operazioni a rischio effettuate con i soldi delle loro tasse. Chi ha autorizzato i Comuni a investire in derivati? I derivati sono un terno al lotto, uno dei prodotti finanziari più rischiosi, in parte all'origine della crisi economica del 2008. Con il meccanismo dello swap incassi subito denaro contante e ne paghi in seguito le possibili conseguenze. Un sindaco può quindi indebitare il Comune su una scommessa che pagherà il sindaco successivo, quando lui sarà altrove. Un Comune non deve poter sottoscrivere contratti derivati. Il Comune non è una banca e neppure un casinò.Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
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Fabrizio Cicchitto “Il capo è nero, qui ci manda tutti a casa”

L’intercettazione telefonica del giorno, questa volta non è tecnologica ma è “stradale”.
E’ OnLine grazie alle orecchie presenti all’evento, ed al settimanale che la pubblica.
Siamo in strada a Roma alle ore 15,35 di Martedì 16 Marzo. Una giornata quasi primaverile, ma ancora fresca: e Fabrizio Cicchitto – capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera – cammina tranquillo, da solo, nei pressi di Montecitorio, avvolto nel suo impermeabile beige. Ha appena imboccato via Aquiro, lasciandosi alle spalle piazza Capranica. A un certo punto estrae dalla tasca un piccolo palmare e comincia a conversare a voce alta, confuso tra i turisti e i passanti. Non si capisce con chi stia parlando, ma chi sia l’oggetto della conversazione è invece piuttosto chiaro: «E come vuoi che stia? E’ nero, ma lucidissimo», dice il dirigente di lungo corso berlusconiano. E poi: «Però adesso diamoci da fare, perché se sabato non gli portiamo in piazza un milione di persone andiamo tutti a casa».
Qualcuno si volta, lo guarda, lo riconosce. E Cicchitto, preoccupato, continua a passeggiare abbassando il tono della voce.
Fonte e testo da L’Espresso.it 17 Marzo 2010
Concorsi privatizzati, risultati “chiavi in mano”
Interessante l’editoriale di Rocco Tritto su “Il Foglietto di UsiRdbRicerca” di martedi 16 marzo 2010, dal titolo che la dice lunga sui contenuti: Concorsi privatizzati, risultati “chiavi in mano”. Che vi riporto integralmente. Puntuale come un orologio svizzero, sabato scorso è arrivata l’esternazione settimanale del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta.
Niente affatto limitato dalla campagna elettorale per il posto di primo cittadino a Venezia, il ministro fantuttone questa volta ha deciso di intervenire sull’antico malcostume italico delle raccomandazioni nei pubblici concorsi.
Brunetta non ha dubbi sul come sconfiggere il riprovevole fenomeno: basta ricorrere ai concorsi “chiavi in mano”, affidandosi alla società privata, a capitale pubblico, Formez Italia, che opererebbe in stretta sinergia con l’Università privata Luigi Bocconi di Milano.
“Stiamo lanciando un programma che si chiamerà ‘Vinca il migliore’ – ha dichiarato Brunetta – per offrire a tutti gli enti pubblici, centrali e periferici, dal piccolo comune al grande, il nostro servizio chiavi in mano per la realizzazione di concorsi”. L’obiettivo dichiarato è innanzitutto quello di porre un freno alle raccomandazioni e, poi, di risparmiare tempo e denaro.
Se il secondo obiettivo potrebbe anche essere raggiunto, di difficile se non impossibile approdo appare il prmo. In realtà, in un paese dove la pratica della raccomandazione è culturalmente ben radicata e praticata a ogni livello, l’estemporanea proposta di Brunetta si appalesa velleitaria e fuorviante.
Per dimostrarlo basta ricodare che in questi anni, in tema di appalti pubblici (che sempre concorsi sono) alcuni enti, proprio per risparmiare e evitare “pressioni”, hanno delegato al Provveditorato alle Opere Pubbliche il ruolo di stazione appaltante, per la realizzazione dell’opera “chiavi in mano”.
Pressioni e raccomandazioni sono state debellate? Dalla lettura delle intercettazioni, pare tutt’altro.
“Gianni, il premier vuole che fermiamo Santoro”
E nell’inchiesta sulla Rai, dalle telefonate intercettate compare Gianni Letta, ed un nuovo capitolo si apre e coinvolge il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. È il 3 dicembre del 2009. Innocenzi, che ha già ricevuto decine di telefonate di Berlusconi che lo accusa di non avere fatto nulla per bloccare Santoro, chiama Gianni Letta.
Innocenzi: “Gianni, scusa sono Giancarlo”.
Letta: “Si, eccomi”.
Innocenzi: “Allora io ti risparmio, quando con calma ti racconto tutto… Insomma, per essere più veloce tutte le documentazioni, quali carte ho dato agli uni e agli altri, sanno tutto quelli della Vigilanza, sa tutto… Masi, sa tutto l’Autorità, ho fatto fare da un gruppo di due amici magistrati tutta l’analisi, anche perché siano gli strumenti per quella storia di questa sera di Mills. Secondo le valutazioni di questi due amici magistrati, lui stasera non potrebbe parlare di Mills essendoci il processo in corso”. Letta risponde con una parola incomprensibile.
Innocenzi: “Ho dato queste carte a Mauro (presumibilmente Masi-ndr). Mauro vuole la pezza forte, ci vorrebbe che sostanzialmente Calabrò (presidente dell’Agcom-ndr) gli dicesse (a Santoro-ndr): “Tu non puoi fare la trasmissione questa sera parlando di Mills”. Io non so più a che aggrapparmi, tutto quello che potevo fare l’ho fatto. Adesso Mauro mi chiama e mi dice: “Se Calabrò dice ‘guarda che tu la trasmissione su Mills non puoi farla’, io vado con questa e non gliela faccio fare… tu (Gianni Letta ndr) sei l’ultima spiaggia…”.
Letta pronuncia altri commenti incomprensibili. Poi aggiunge: “Proverò a cercarlo, grazie , ciao ciao”.
Subito dopo Innocenzi chiama Masi. Lo informa di avere parlato con Letta: “Io ho detto a Gianni, anche adesso, avverti tu Calabrò, di mettere più spessore possibile su questa cosa… comunque adesso è informato anche Gianni, così abbiamo chiuso il cerchio, così nessuno può dire che non sapeva un cazzo“.
Anche alla domenica Masi e Innocenzi non hanno pace. Berlusconi li investe con insulti perché non riescono a fermare Santoro. Innocenzi informa Masi che “loro faranno il processo Mills” e gli racconta che, quando Berlusconi lo ha saputo, gli ha gridato “che cazzo state a fare tutti quanti!”. “E poi – aggiunge – mi ha fatto un culo che non finiva più”. I due si disperano per accontentare Berlusconi, ma non ci riescono. Si raccontano di essere riusciti a eliminare Paolo Ruffini, direttore di Rai Tre.
Quanto sopra è uno stralcio fedele, termini in grassetto compresi, delle intercettazioni agli atti alla procura di Trani, in cui compare anche il Premier con i suoi problemi economici legati al divorzio con Veronica Lario, e che potete leggere integralmente e serenamente a questo link.
E data l’occasione, che vede Gianni Letta protagonista, è bene sapere tutto di questo personaggio quasi evanescente che vive a Palazzo, e per farlo un sistema è conoscere una sua biografia uscita da poco e segnalata su Reset, anche perchè, se succedesse di vederlo seduto al Quirinale dopo Giorgio Napolitano, essere informati può essere propedeutico.
La biografia è chiaramente non autorizzata ed è presentata da Benny Calasanzio a questo link.
Nell’attesa che vi venga la voglia di acquistare questa biografia su questa persona a Palazzo, di cui tutto non si conosce, e questo libro è all’uopo per, vi ricordo che alle 19,15, anche su Reset, sarà possibile vedere Gianni Floris da Torino nel testa a testa Cota-Bresso che è già stato trasmesso questa mattina alle 11, e chi lo ha visto prega di vederlo perchè Roberto Cota ha dato il meglio di se stesso, nel senso chiaramente che la sua comunicazione è stata come di consueto un intricato intreccio di cosa non si sa, o forse c’è qualcosa di più che ci sfugge da OltreTevere?
Arrivederci al prossimo post, come di consueto buona lettura si fa per dire, dal Vostro sempre affezionato Cartapazio Bortollotti.

Latte crudo di primavera
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ACQUA, TERRA E BENI COMUNI: RIBELLARSI E' GIUSTO. VERSO LA MANIFESTAZIONE DEL 20 MARZO
Sabato 20 marzo parteciperemo alla manifestazione nazionale per la ripubblicizzazione dell’acqua. Lo faremo con l’obiettivo di bloccare la privatizzazione della gestione del servizio idrico messa in campo con l'approvazione del decreto Ronchi da parte del Governo Berlusconi TOR CERVARA: UNA PICCOLA AUTOPRODUZIONE CHE SARA' IMPRESA DA GRANDE
Una piccola comunità di immigrati ha dato vita, da circa un anno, ad una piccola produzione di derrate alimentari e all'allevamento di animali da cortile, su di un'area agricola di proprietà privata ma da anni in completo abbadono e degrado. I lavoratori hanno dato vita a quello che rappresenta il loro sostentamento dopo aver LatteMilano per la Fondazione Don Gnocchi
Gaspare Spatuzza perfettamente attendibile

Lo ha affermato il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, parlando con i giornalisti durante la conferenza stampa che si è tenuta in Procura, in merito alla misura di custodia cautelare in carcere per Francesco Tagliavia. Ai giornalisti che chiedevano se sia considerato attendibile anche quando parla di Berlusconi e Dell’Utri, Quattrocchi ha risposto: ”Lo consideriamo attendibile, se così non fosse stato, non avremmo avviato, con una nostra iniziativa a cui si è associata la Procura di Caltanissetta e poi anche quella di Palermo, la pratica per ammettere Spatuzza alla protezione provvisoria”.
Fonte & Notizia Integrale da L’Unità.it 17 Marzo 2010
Allarme del 118: sanità allo sbando?
Borghesia mafiosa – borghesia ebete – borghesia omertosa
C’è la Borghesia mafiosa, che ricicla, con una organizzazione criminale integrata nella società, l’enorme capitale di 130 (centotrenta) miliardi di Euro ogni anno, prevalentemente al Centro-Nord Italia (Presidente Commissione Antimafia – Sen. Pisanu) e forse c’è la Borghesia ebete, che non si accorge di niente e proprio per questo non può che contare niente nell’attività socio-economica del Paese. La borghesia che conta, oltre quella mafiosa, è la Borghesia omertosa, che viene ad essere anche connivente ed è sicuramente molto corposa.
La naturale scusa-giustificazione avanzata dalle persone che costituiscono la borghesia omertosa è: “la piovra è talmente potente e radicata che io non posso fare niente, rischierei enormemente, non potrei più lavorare”. Questo significa che siamo dominati catastroficamente dalla piovra stessa!
Il settore della Borghesia omertosa che costituisce la struttura dell’Informazione è doppiamente responsabile verso tutti i Cittadini Italiani: perché non li informa e perché l’Omertà è l’elemento fondamentale che permette alle Mafie sommerse di svilupparsi sempre più, annientando la libera Economia del Lavoro e la nostra stessa CIVILTA’.
Chi avesse individuato e volesse segnalare altri tipi di Borghesia si faccia avanti.
Numerosissimi sono i casi di Omertà dell’Informazione, portata a conoscenza di estorsioni mafiose gravissime ed anche di delitti, con un seguito di silenzio assoluto. Un caso provato di ciò è dato da quanto segnalato e documentato in questo sito e dalle iniziative socio-culturali-informative promosse da FuniGiglio.
In conseguenza degli infami esempi di omertà sopra considerati, nonché da parte dei politici e di funzionari delle Istituzioni, si è arrivati all’Omertà sociale generalizzata.
La guerra a queste mafie sommerse sarà sempre perdente se non riusciremo a ridurre drasticamente l’Omertà, che è la radice della malapianta piovra!
E’ in serio pericolo la nostra stessa vita e la nostra CIVILTA’!
Angelo Funiciello
Alle ore 19,45 diretta web “Floris e Ballarò oggi da Torino”
Alle ore 19,15 diretta web da Torino di Giovanni Floris al link in calce. “Parte da Torino “Il Giro d’Italia 4×4″: quattro appuntamenti di Giovanni Floris organizzati per trattare i temi che sarebbero stati oggetto di altrettante puntate di ‘Ballarò’. La prima tappa è dedicata alla politica, con un faccia a faccia tra due dei candidati presidenti alle Regionali del 28 marzo, Mercedes Bresso e Roberto Cota. L’incontro è promosso dalla Federazione Nazionale della Stampa e dall’Associazione Stampa Subalpina, nell’ambito dell’iniziativa sindacale a sostegno della libera informazione e della massima circolazione delle idee e delle notizie.
Il confronto si svolgerà domani mattina, Mercoledì 17 Marzo alle ore 11, nella sede della Subalpina, in corso Stati Uniti 27, a Torino. Per capienza della sala e ragioni di sicurezza, l’accesso è limitato a invitati e accreditati. Il dibattito sarà trasmesso da Rete 7 (sul canale 846, piattaforma Sky, alle 19,45 di oggi e alle 7,25 di giovedì) e rilanciato da RepubblicaTv alle ore 19,45 a link in calce.
Questa mattina alle ore 11 era stata messa in onda sul web la diretta in tempo reale da LaStampa.it.
Diretta web alle Ore 19,45 da Repubblica Tv
Fonte comunicato FNSI 16 Marzo 2010
Probiotici: utile una normativa specifica.
"Non ci risulta che nel palazzo abiti una persona di colore nero"

“Non ci risulta che nel palazzo abiti una persona di colore nero”… L’agghiacciante cartello affisso in un condominio milanese dice più di mille articoli e trattati dell’abisso razzista in cui sono precipitati questo nostro Paese e anche Milano, la città che ha costruito la sua fortuna di “capitale morale” sull’accoglienza e sull’apertura. E’ difficile anche descrivere l’orrore che fa la normalità piatta di questo pezzo di carta; è impossibile non farsi venire alla mente altri pezzi di carta, quelli con cui alla fine degli anni ‘30 le persone venivano richieste di non entrare nei negozi per via della loro “razza”, versione antica ma non differente dal “colore” di oggi. Come abbiamo potuto consentire che tutto questo succedesse di nuovo, come possiamo non accorgerci che il razzismo è di nuovo qui tra noi, sdoganato da una politica che consente a se stessa, con l’assoluta impunità, di usare parole taglienti come lame. Che ha educato gli italiani a considerare legittima la violenza verbale, anche quella asciutta, di tono burocratico e amministrativo, di questo cartello nazista. Non sono solo le Santanchè e i Calderoli, i Borghezio e le Mussolini che blaterano in televisione. Sono anche quei rispettabili signori deputati e senatori che ti dicono in modo amabile che è questione di proteggere l’italianità, i nostri valori, e di conseguenza votano leggi ignobili come quelle che il Parlamento italiano ha sfornato (il reato di clandestinità, ve lo ricordate?) o impediscono che anche l’Italia affermi principi universali di civiltà in tema di cittadinanza e di rispetto (la legge Sarubbi-Granata è ferma ai box, e la legge contro l’omofobia di Paola Concia sappiamo bene com’è finita). L’omofobia, il razzismo, l’odio, la limitazione dei diritti altrui senza ragionevoli motivi sono diventate la norma, l’abitudine. Si è legittimata la preminenza del più forte, del cittadino di “colore bianco” direbbero in quel condominio, nella logica che la maggioranza vince: vince sulle regole, vince sulle leggi, vince sul buon senso, vince sulla civiltà. E’ il corollario di quindici anni di Berlusconismo, del lavacro del consenso che rende tutto legittimo e inarrestabile, della cura dell’interesse proprio, dell’eliminazione delle regole della civile convivenza basata sulla limitazione della propria libertà lì dove comincia quella degli altri.
(Ivan Scalfarotto)
Odio razziale e apologia del Fascismo. Partigiani e Ass. Andrea Proto parti civili.
La data della prossima udienza è fissata al 5 ottobre 2010.La seconda sezione penale (presidente Siani, a latere Polli e Trivelli) ha accolto le richieste di costituzione di parte civile nell’ambito del processo a carico di Guido D’Amore 26 anni, Vito Mercurio 25 anni, Raffaele Marino 23 anni, Luca Lezzi 21 anni. Secondo il pm Rocco Alfano, tra il 2007 e il 2008, hanno partecipato ad una organizzazione che aveva tra i suoi scopi quello di incitare al razzismo.
Lezzi e Marino devono poi rispondere di un furto e un atto vandalico, commesso nell’aprile del 2007, ai danni del centro sociale Asilo Politico di Salerno, sede dell’Associazione Culturale Andrea Proto, che si è costituita parte civile tramite l’Avv. Luciano Pepe. Accolta anche la costituzione di parte civile dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani sez. provinciale.
La data della prossima udienza è fissata al 5 ottobre 2010 ore 11.
Firenze: al via il blocco riscaldamenti
Veneto: più occupati nelle coop che in altri settori
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