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Lettera a Napolitano dei cittadini de L'Aquila

Ven, 30/07/2010 - 17:44

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

L’Aquila, 30 luglio 2010

Caro Presidente,

ci rivolgiamo a Lei, quale massimo garante dei valori costituzionali della nostra Repubblica, per parteciparLe la preoccupazione che ha destato in noi la dichiarazione del Presidente del Consiglio, resa nel corso della conferenza degli Ambasciatori d’Italia nel mondo, il giorno 28 luglio scorso.
In tale dichiarazione si manifesta l’intenzione del Governo di tornare ad occuparsi direttamente, “come Presidenza del Consiglio e come Dipartimento della Protezione Civile”, della ricostruzione dell’Aquila, giustificando tale decisione con l’inadeguatezza dell’azione delle istituzioni locali.

Abbiamo già sperimentato, Presidente, dieci mesi di gestione dell’emergenza, durante la quale sono state compiute scelte che incideranno in modo permanente sul futuro delle nostre comunità e dei nostri territori, senza che siano stati rispettati i nostri diritti di partecipazione e spesso neanche quelli civili e politici.

Malgrado le perdite, le mille difficoltà dei molti ancora senza casa e, sempre di più, senza lavoro, abbiamo trovato la forza e il coraggio di prendere in mano il nostro destino. Un dibattito aperto e costante sul nostro futuro e di quello dei nostri figli coinvolge da mesi migliaia di cittadini, al di là delle appartenenze politiche, ognuno con le proprie idee, capacità ed esperienze.

Le passate esperienze insegnano che, dopo un grave terremoto, il protagonismo delle comunità locali e delle loro rappresentanze istituzionali, è la condizione imprescindibile per la ricostruzione.
Riteniamo dunque, che non si possa più agire senza tener conto dei bisogni e della volontà degli abitanti, per evitare il ripetersi di errori strategici e ulteriori danni permanenti.

Crediamo che le istituzioni locali, di qualsiasi parte politica, siano le più idonee a rappresentare i nostri bisogni e interessi e a gestire la delicatissima fase della ricostruzione. In base ai principi stessi della democrazia e della sussidiarietà, sanciti dalla Costituzione, i nostri rappresentanti più prossimi non possono essere scavalcati. Ulteriori ferite alla nostra dignità non sarebbero più tollerate.

Signor Presidente, abbiamo finalmente bisogno di certezze per poter affrontare i problemi di oggi e programmare un domani possibile.
Per questo riteniamo indispensabile una legge organica per il nostro territorio, con regole chiare e flussi di finanziamenti annuali definiti.
A settembre presenteremo una legge di iniziativa popolare, cui stiamo lavorando insieme da tempo, e chiederemo a tutti i partiti e gruppi parlamentari di sostenerla. Occorre, ognuno può capirlo, una legge nazionale per affrontare una questione che a tutti gli effetti è nazionale. Altrimenti a che serve uno Stato?

Per la ricostruzione sono necessarie delle risorse economiche ingenti che crediamo siano reperibili solo tramite una tassa di scopo, una misura che, ne siamo certi, troverà concordi tutti gli italiani che ci hanno dimostrato in questi mesi la loro solidarietà.
In tutti gli altri terremoti, una legge organica e una tassa di scopo hanno rappresentato il metodo per avviare concretamente la ricostruzione. In quei casi vinsero il senso di responsabilità e di solidarietà nazionale che non vogliamo pensare possano mancare oggi nei nostri confronti.

Sicuri che quanto Le abbiamo esposto non La lascerà indifferente, La invitiamo a tornare a visitarci, affinché possa constatare di persona l’abbandono delle nostre città da un lato e, dall’altro, la dignità e la passione delle comunità dell’aquilano.

Con i sensi della più profonda stima.

Dalla tenda del Presidio Permanente di Piazza Duomo – L’Aquila, i cittadini dell’Assemblea

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Sarkozy vuole togliere la cittadinanza a chi attacca la polizia

Ven, 30/07/2010 - 17:02

Per Sarkozy, la cittadinanza francese deve poter essere tolta a «ogni persona di origine straniera che avrebbe volontariamente attentato alla vita» di un poliziotto, di un gendarma o «di qualunque altra persone depositaria dell’autorità pubblica». «Stiamo per rivalutare i motivi che possono causare la decadenza della nazionalità francese. Prendo le mie responsabilità» ha dichiarato il capo dello Stato, che ha anche affermato che «la cittadinanza francese si merita. Bisogna potere mostrarsene degno. Quando si spara su un agente delle forze dell’ordine non si è più degno di essere francese». Per gli stessi motivi, Sarkozy auspica «che l’acquisizione della cittadinanza francese di un minorenne deliquente al conseguimento della sua maggiore età non sia più automatica».

Anche per quanto riguarda il capitolo crisi, il presidente spara sui migranti. Nel 2009, secondo Sarkozy, «il tasso di disoccupazione non comunitario ha toccato il 24 per cento», il doppio rispetto alla media nazionale. E per il presidente, che ha citato l’ormai nota frase dell’ex premier socialista Michel Rocard, «la Francia non può accogliere tutta la miseria del mondo».

Altro punto sollevato da Sarkozy, quello dei diritti e dei servizi ai quali hanno accesso i sans papiers: «Una situazione irregolare non può dare più diritti di una situazione regolare e legale». La ricetta presidenziale rimane la stessa, quella di moltiplicare le espulsioni, che sono circa 29 mila l’anno in Francia.

Per non ferire nessuno, il presidente se l’è presa anche con i rom. «Dobbiamo porre fine all’impianto di accampamenti rom selvaggi. Costituiscono zone di non- diritto che non si possono tollerare in Francia». Entro fine settembre, verranno smatellati «tutti campi rom che sono già oggetti di una decisione di giustizia». «In tre mesi, voglio che almeno la metà degli impianti selvaggi di questo tipo siano scomparsi dal territorio francese», ribadendo misure già annunciate il 28 al termine di una riunione proprio sui rom.

Queste misure sono state annunciate a Grenoble da Sarkozy in un discorso tenuto in occasione della nomina del nuovo prefetto dell’Isère Eric Le Doiron. Sarkozy è stato contestatp da centinaia di persone che protestano contro la politica del presidente sulle banlieue. Le misure sono infatti la risposta di Sarkozy dopo le sommosse di Grenoble, provocate due settimane fa dalla morte di un uomo in una sparatoria con la polizia, e quelle di Saint Aignan, dove i gendarmi hanno ucciso un rom nel corso di un inseguimento. «Grenoble è uguale a Chicago. E al Capone è uguale a Sarkozy», gridavano i manifestanti. Nel mirino delle proteste, anche «la politica spettacolo» del capo dello Stato.

Per il quotidiano Le Monde, con il discorso di Grenoble, Sarkozy «rompe un tabù, colpendo due principi giuridici considerati come inviolabili dalla Liberazione: il diritto alla nazionalità e il rifiuto di ogni distinzione tra francesi ‘di origine’ e quelli che hanno acquisito da poco la nazionalità».

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OGGI ACCADRA'. L'Aquila, il centro storico torna a rivivere per la notte bianca

Ven, 30/07/2010 - 13:39

Per una notte il centro storico del capoluogo d’Abruzzo, ormai comunemente ritenuto «fantasma», tornerà a vivere. Il 31 luglio, a partire dalle 18, c’è la prima notte bianca aquilana dal terremoto. La Villa Comunale, piazza Duomo, i Portici e tutto il Corso, piazza San Bernardino, via Zara e piazza Regina Margherita, ovvero tutte le [poche] strade riaperte in zona rossa saranno animati dalle performance di circa 200 artisti, locali e nazionali, che hanno messo a disposizione gratuitamente le loro energie e il loro lavoro come atto concreto di vicinanza e solidarietà alla città ferita e ai suoi cittadini.
«Riprendiamoci la città», questo il titolo che si è scelto per la nottata,è stata fortemente voluta e organizzata dai cittadini dell’Assemblea di Piazza Duomo. La manifestazione assume un significato ancora più importante alla luce delle affermazioni del capo del governo secondo cui la Protezione civile sarebbe pronta a tornare all’Aquila per occuparsi della ricostruzione: «La più grande iniziativa culturale del dopo terremoto è stata totalmente organizzata e gestita dal basso dai cittadini del Presidio Permanente di piazza Duomo. Riaprire, illuminare, animare per una notte la città. Far rivivere il centro storico, portare quante più persone possibile a riappropriarsi di quegli spazi da troppo tempo vissuti come una quinta, un set, un contenitore morto e vuoto», queste le intenzioni degli organizzatori. Una trentina di gruppi musicali creeranno situazioni adatte a tutto il pubblico, dalla musica classica a dj set, passando attraverso palchi folk e rock; almeno dieci gli spettacoli teatrali, alcuni anche itineranti, recital e momenti di danza, otto ore di proiezioni di film e documentari, allestimenti fotografici lungo le vie della città, presentazione di libri e momenti di riflessione su temi aquilani e non. La notte bianca coincide con la giornata nazionale di solidarietà agli aquilani, nata grazie al tam tam sul web dopo la manifestazione del 7 luglio a Roma in cui alcuni manifestanti aquilani furono feriti durante le cariche delle forze dell’ordine. Da Salerno, Roma e dall’Emilia Romagna si stanno organizzando autobus. Quanti arriveranno all’Aquila verranno poi guidati nel centro storico e nelle zone periferiche dove sono sorte le costruzioni volute dal governo in modo da permettere a quanti non conoscono il capoluogo di farsi un’idea sulla situazione.

Contemporaneamente, con inizio alle 16 di oggi, venerdì 30 luglio, presso la sede del comitato 3:32 ci sarà il primo campeggio della neonata «Rete italiana per la giustizia ambientale e sociale»: una tre giorni di workshop e dibattiti sulla crisi del paese. «L’Aquila ospiterà una riflessione partendo da quanto accaduto a Pomigliano al fallimento del vertice del clima di Copenaghen verso il prossimo vertice Onu di Cancun, passando per L’Aquila, che parla all’Italia di nuove mafie, nuovi sistemi di comando e controllo, sistemi di sfruttamento del territorio, capitalismo dei disastri ma anche di nuove forme di resistenza», scrivono i ragazzi del 3:32. Aggiunge la loro portavoce, Sara Vegni: «È necessario ritrovare la capacità di immaginare per la nostra generazione, per ricostruire una città – e chissà – un paese, che sappia fondarsi non sull’esclusione o sullo sfruttamento, ma su un vivere bene che sia finalmente di tutti. È per questo che partiamo dall’Aquila, perché è un paradigma».

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L'Aquila, il centro storico torna a rivivere per la notte bianca

Ven, 30/07/2010 - 13:39

Per una notte il centro storico del capoluogo d’Abruzzo, ormai comunemente ritenuto «fantasma», tornerà a vivere. Il 31 luglio, a partire dalle 18, c’è la prima notte bianca aquilana dal terremoto. La Villa Comunale, piazza Duomo, i Portici e tutto il Corso, piazza San Bernardino, via Zara e piazza Regina Margherita, ovvero tutte le [poche] strade riaperte in zona rossa saranno animati dalle performance di circa 200 artisti, locali e nazionali, che hanno messo a disposizione gratuitamente le loro energie e il loro lavoro come atto concreto di vicinanza e solidarietà alla città ferita e ai suoi cittadini.
«Riprendiamoci la città», questo il titolo che si è scelto per la nottata,è stata fortemente voluta e organizzata dai cittadini dell’Assemblea di Piazza Duomo. La manifestazione assume un significato ancora più importante alla luce delle affermazioni del capo del governo secondo cui la Protezione civile sarebbe pronta a tornare all’Aquila per occuparsi della ricostruzione: «La più grande iniziativa culturale del dopo terremoto è stata totalmente organizzata e gestita dal basso dai cittadini del Presidio Permanente di piazza Duomo. Riaprire, illuminare, animare per una notte la città. Far rivivere il centro storico, portare quante più persone possibile a riappropriarsi di quegli spazi da troppo tempo vissuti come una quinta, un set, un contenitore morto e vuoto», queste le intenzioni degli organizzatori. Una trentina di gruppi musicali creeranno situazioni adatte a tutto il pubblico, dalla musica classica a dj set, passando attraverso palchi folk e rock; almeno dieci gli spettacoli teatrali, alcuni anche itineranti, recital e momenti di danza, otto ore di proiezioni di film e documentari, allestimenti fotografici lungo le vie della città, presentazione di libri e momenti di riflessione su temi aquilani e non. La notte bianca coincide con la giornata nazionale di solidarietà agli aquilani, nata grazie al tam tam sul web dopo la manifestazione del 7 luglio a Roma in cui alcuni manifestanti aquilani furono feriti durante le cariche delle forze dell’ordine. Da Salerno, Roma e dall’Emilia Romagna si stanno organizzando autobus. Quanti arriveranno all’Aquila verranno poi guidati nel centro storico e nelle zone periferiche dove sono sorte le costruzioni volute dal governo in modo da permettere a quanti non conoscono il capoluogo di farsi un’idea sulla situazione.

Contemporaneamente, con inizio alle 16 di oggi, venerdì 30 luglio, presso la sede del comitato 3:32 ci sarà il primo campeggio della neonata «Rete italiana per la giustizia ambientale e sociale»: una tre giorni di workshop e dibattiti sulla crisi del paese. «L’Aquila ospiterà una riflessione partendo da quanto accaduto a Pomigliano al fallimento del vertice del clima di Copenaghen verso il prossimo vertice Onu di Cancun, passando per L’Aquila, che parla all’Italia di nuove mafie, nuovi sistemi di comando e controllo, sistemi di sfruttamento del territorio, capitalismo dei disastri ma anche di nuove forme di resistenza», scrivono i ragazzi del 3:32. Aggiunge la loro portavoce, Sara Vegni: «È necessario ritrovare la capacità di immaginare per la nostra generazione, per ricostruire una città – e chissà – un paese, che sappia fondarsi non sull’esclusione o sullo sfruttamento, ma su un vivere bene che sia finalmente di tutti. È per questo che partiamo dall’Aquila, perché è un paradigma».

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