Il padre del software libero alla manifestazione anti-Bush

StallmanAl corteo del 9 Giugno, confuso tra i manifestanti, c'era anche il padre del movimento del Software Libero. Richard Stallman ideatore di Emacs, primo editor di testi per programmatori, fondatore del progetto GNU, da cui ha tratto origine il Software Libero spesso tradotto con Open Source. Stallman spesso è noto ai più come l'autore della GPL, documento legale che ha assicurato il successo del sistema operativo GNU/Linux.

Stallman è sicuramente la guida etica universalmente riconosciuta nel movimento del Software Libero. Quando finalmente lo riesco a raggiungere nel corteo. Eccolo lì, percorrere corso Vittorio confuso nel corteo colorato. Allegro a guardare la vivacità dei manifestanti. Barba e capelli lunghi, cappello di paglia e maglietta rossa.Su internet ci sono decine di video in cui si vede Stallman parlare di etica e di software libero in diverse lingue. Vedendo questi video ero rimasto stupito nel vederlo a suo completo agio, nel tenere le sue lezioni in diverse lingue: Inglese, Francese, Spagnolo, ecc. mi ero divertito a notare che nei diversi filmati mentre tutto cambiava lui rimaneva sempre lo stesso. E quella sua maglietta rossa sembrava una costante.

Con Stallman una gruppetto di sostenitori del Software Libero. Uno mi racconta che all'inizio della manifestazione la celere faceva spostare tutti. Con modi approssimativi sgomberavano il percorso che sarebbe stato della manifestazione. Stallman che era sul loro percorso, quando il poliziotto gli ha gridato “spostati!” con calma rispondeva “Why?”. La cosa si è ripetuta finché alcuni manifestanti hanno spiegato al poliziotto che Stallman capiva un po' ma non parlava l'italiano. Allora il cordone dei poliziotti che forse non aveva voglia di parlare l'inglese, che prima spostava tutti ha lasciato stare Stallman. È così, è sempre Stallman, un uomo che non si sposta, e se si sposta c'è un perché.

Durante il corteo molti ragazzi si avvicinano a Stallman per fargli una foto. Qualche giornalista lo riconosce e lo vuole intervistare. Alla domanda è venuto a Roma per manifestare contro Bush? Stallman risponde precisando, no sono venuto a Roma per tenere una serie di lezioni sul software libero, ma visto che il Mostro è venuto qui, allora ho sentito il dovere di manifestare.

Mentre continua la manifestazione mi fermo per filmare tutto il corteo che passa. Quanti saranno? 80'000 persone? Non sono in grado di contarli. Poi decidiamo di raggiungere di nuovo Stallman. Lo superiamo senza accorgercene. Siamo all'altezza di Piazza San Pantaleo quando ci accorgiamo delle cariche della polizia. Mi apposto sotto la chiesa per riprendere. Durante le cariche della polizia perdo il contatto con il mio gruppetto. Per la paura sono andati in Piazza Navona raggiungendo la testa del corteo.

Stallman è rimasto invece indietro. Chissà che cosa avrà pensato della polizia italiana. Lui emblema e paladino dell'America delle Libertà, quell'America che abbiamo imparato ad amare e che amaramente vediamo prigioniera del 'mostro'.

Chissà cosa penserà dei giornalisti della Rai italiana che hanno inserito la sua intervista in un pezzo intitolato 'Manifestazione anti-americana'.

È possibile che il giornalista si sia convinto che Stallman icona americana della difesa delle libertà civili sia diventato anti-americano?Stallmann

 

scritto da Daniel Donato