
Può sembrare un paradosso, ma i giganti del digitale — Google, Facebook, Amazon, Microsoft, Tesla — basano gran parte delle loro infrastrutture proprio sul Software Libero.
Il colosso di Mountain View ha costruito i suoi servizi su Linux e rilasciato progetti open source come Android (il sistema operativo mobile più diffuso al mondo) e TensorFlow (una delle librerie più utilizzate per l’intelligenza artificiale).
Facebook / Meta
Il social network più famoso utilizza PHP (reso più potente grazie a HipHop Virtual Machine, sviluppata e poi rilasciata come open source) e ha creato React, una delle librerie JavaScript più diffuse, oggi usata da milioni di sviluppatori.
Amazon
Il gigante dell’e-commerce e del cloud basa la sua piattaforma AWS su Linux e ha contribuito con centinaia di progetti open source legati a infrastrutture, reti e automazione.
Microsoft
Un tempo “nemico giurato” dell’open source, oggi è uno dei maggiori contributori a GitHub (che ha acquisito), a VS Code e al kernel Linux stesso, usato nel cloud Azure.
Tesla
Il software che governa le auto elettriche Tesla è in gran parte basato su Linux. La casa automobilistica è stata anche costretta a rilasciare parti del suo codice, in base alle licenze GPL.
Se persino i colossi del digitale — aziende multimiliardarie che hanno costruito i loro imperi sul software — riconoscono il valore dell’open source, significa che il Software Libero non è una nicchia, ma un pilastro dell’economia globale.
La differenza sta in come viene usato: come strumento di comunità e condivisione, oppure come base per modelli chiusi e proprietari.