
L’informatica forense studia come identificare, preservare, analizzare e presentare prove digitali in modo valido in sede legale. È una disciplina ponte tra tecnologia e diritto.
Contesto e Teoria
Obiettivi chiave: integrità della prova, ripetibilità delle procedure, catena di custodia documentata. Gli standard metodologici (es. linee guida tecniche e best practice) puntano alla verificabilità delle operazioni svolte.
Svolgimento Tecnico
Identificazione dei reperti digitali: dispositivi, servizi cloud, account.
Acquisizione tramite copie bit-a-bit e write-blocker hardware/software.
Analisi su immagini forensi, mai sull’originale.
Report tecnico con evidenze, metodo e limiti.
Errori comuni: lavorare sul supporto originale, documentazione incompleta, strumenti non verificabili.
Strumenti Utili
Autopsy / Sleuth Kit (libero): suite per analisi di file system e artefatti.
Guymager (libero): imaging forense con interfaccia semplice e hashing integrato.
dc3dd (libero): variante di
dd
orientata all’uso forense.
Caso Pratico
Sequestro di un laptop: si crea un’immagine forense con hashing, si analizza la copia con Autopsy, si redige report con evidenze su cronologie, documenti e metadati.
Riferimenti e Risorse Esterne
Linee guida tecniche su acquisizione e analisi (NIST, ENISA, manuali accademici).
Documentazione ufficiale dei tool citati (Autopsy, Guymager, dc3dd).
Conclusione
La disciplina forense digitale poggia su metodo e trasparenza. Domani: differenze tra informatica forense, sicurezza e hacking etico.